Investigazioni aziendali: quando è il caso di ricorrere a controlli sui dipendenti

Perché richiedere investigazioni aziendali

Chi investe ogni risorsa nell’apertura e nel mantenimento di un’azienda, spesso si trova a dover fronteggiare dubbi e situazioni potenzialmente spiacevoli come possono essere quelli derivanti dal timore che i propri dipendenti stiano agendo in maniera non corretta nei confronti dell’azienda, venendo meno agli obblighi contrattuali da rispettare. Si tratta di un fenomeno per nulla raro che, se non viene smascherato in tempo, può portare a conseguenze anche molto gravi per l’azienda. In tali circostanze, ricorrere a investigazioni aziendali svolte da professionisti consente di porre rimedio per tempo a situazioni potenzialmente onerose dal punto di vista economico e morale.

Concorrenza sleale del dipendente e fuga di informazioni: come difendersi

Si pensi, a questo proposito, agli effetti disastrosi che avrebbe l’azienda in caso un dipendente si convincesse, sotto ricompensa pecuniaria o per semplice slealtà verso il datore di lavoro, di far trapelare informazioni riservate verso altre aziende concorrenti. Scene di un film piuttosto reali, da cui sarebbe opportuno tutelarsi in tempo per evitare la concorrenza sleale del dipendente. Il problema, in questo frangente, è ottenere le prove di quanto si sospetta in maniera tale da avere un dossier da presentare alle autorità qualora si riscontri effettivamente un comportamento non consono.

Controllare l’operato dei propri lavoratori evitando la fuga di informazioni ed episodi anche gravi di spionaggio industriale, è un lavoro non facile da svolgere: necessita di cautela, tatto e competenze specifiche, nonché l’utilizzo di una tecnologia particolare. Inoltre, non sempre i semplici sospetti si traducono in realtà. Affinché non si incrini il rapporto di fiducia tra il datore di lavoro e il dipendente, è opportuno muoversi con attenzione nel momento in cui si decide di procedere con delle investigazioni aziendali.

Combattere l’assenteismo sul lavoro grazie alle investigazioni aziendali

Anche non svolgere con profitto il proprio lavoro può essere considerata una vera e propria azione di sabotaggio nei confronti dell’azienda. La produttività scarsa o del tutto assente può mettere in crisi un’attività, soprattutto quando all’assenteismo sul lavoro siano ascrivibili risvolti dannosi, ovvero nel caso in cui l’assenza del dipendente non sia giustificata o nasconda intenti collegati a fenomeni di concorrenza sleale. Se opportunamente verificata e accertata, può dar seguito a licenziamenti con tutto l’iter giuridico che ne consegue.

Il compito richiede naturalmente investigazioni aziendali meticolose, svolte con discrezione ed efficienza da un professionista certificato. Si tratta, nello specifico, di verificare se il dipendente svolga un doppio lavoro, usufruisca in maniera illecita di permessi parentali o malattie. Questo avviene tramite opportuni controlli di natura fiscale, che possono essere richiesti dal datore di lavoro, oppure, in caso di malattia, accertandosi che il dipendente sia effettivamente in casa nelle ore cosiddette di reperibilità.

Assumere un investigatore privato: costi del servizio

Per potersi tutelare al meglio, chi possiede una ditta può pensare di rivolgersi ad un’agenzia di investigazione che effettuerà i controlli necessari a stabilire i fatti. Ovviamente, occorrerà affidarsi a società accreditate e in possesso di una specifica licenza rilasciata dalla Prefettura di competenza. Le leggi sulla privacy, infatti, sono particolarmente stringenti e, per non incorrere in situazioni potenzialmente spiacevoli, è opportuno affidarsi a dei professionisti del settore, in grado di agire nel massimo e totale rispetto delle normative vigenti. Questo è ancora più vero quando le investigazioni aziendali toccano il delicato rapporto con i dipendenti. Il costo dell’investigatore privato dipenderà soprattutto dal tempo impiegato per le indagini e dalle tecnologie impiegate.

Microspie ambientali e raccolta di testimonianze

A proposito di quest’ultimo punto, come si svolge nello specifico il lavoro di un’agenzia di investigazioni che voglia accertare casi di concorrenza sleale da parte dei dipendenti e soci, assenteismo sul lavoro o scarsa produttività? Indagini e perizie consentono ai professionisti del settore di stabilire con esattezza se siano state violate norme o accordi. Ad esempio, si potrà valutare se c’è stato un furto di idee da parte di un competitor rivale o se un marchio o un logo specifico siano stati rubati. La raccolta di testimonianze e prove è utile per stabilire eventuali responsabilità e contribuisce alla produzione di un dossier specifico sull’indagine.

L’assemblaggio di informazioni e dati non è l’unico compito che si può richiedere ad un investigatore privato: come viene suggerito da P&P Investigazioni, un’agenzia investigativa di Milano, tra le attività svolte vi è quello della bonifica di edifici e supporti informatici, come PC e cellulari, dalle microspie ambientali. Chi teme di essere spiato avrà la garanzia di non aver subito intercettazioni o, nella peggiore delle ipotesi, potrà riprendere a lavorare in maniera serena. I costi di un investigatore privato variano ovviamente in base al tipo di lavoro richiesto e al grado di difficoltà, pertanto chi fosse interessato a usufruire di questo servizio dovrà richiedere un preventivo.

Sky Video: filmati provenienti da tutto il mondo

Il servizio Sky Video nasce al fine di proporre a coloro che visitano il sito Internet della piattaforma satellitare filmati provenienti da ogni angolo del mondo. Al giorno d’oggi, una funzione del genere può risultare molto utile per chi ha sempre sete di sapere e vuole corredare le proprie informazioni con attestazioni più concrete. Scopriamo le caratteristiche principali di un servizio in continua ascesa.

L’importanza dei video per una corretta informazione

L’informazione in tutte le sue forme ha vissuto una profonda evoluzione nel corso dei decenni. Tutto è partito agli albori della storia con le fonti orali, per poi proseguire con la diffusione dei giornali, l’apparizione della radio, le prime proiezioni televisive.

Fino ad arrivare al relativamente recente avvento di Internet, grazie al quale ogni singola immagine può essere vista in qualsiasi momento della giornata senza alcuna limitazione. Entrando nei particolari, agli ormai classici articoli presenti nei giornali telematici sono stati affiancati filmati di ogni tipo, capaci di attrarre un pubblico sempre più vasto. In questo modo, le news vengono descritte fino in fondo e l’utente può ricevere tutti gli ingredienti per allargare il proprio sapere.

Sky Video punta proprio su questo, sulla voglia di conoscere di ciascun fruitore di un disposizione che consenta una connessione ad Internet, che si tratti di un PC, di un notebook, di uno smartphone, di un tablet o di una smart TV.

Le categorie più seguite di Sky Video

Sky Video punta in maniera evidente su una Home Page che mette in mostra tutte le categorie principali del mondo delle notizie. Un occhio attento viene ovviamente rivolto allo sport, che d’altronde si focalizza proprio sul valore delle immagini e dei filmati. Si prosegue poi con gli spazi riservati alla cronaca, con tutte le news di carattere generale provenienti sia dall’Italia che dal resto del mondo.

Quindi, ecco il settore riservato al grande mondo del cinema, con tutti i film in prima visione trasmessi dalle emittenti appartenenti a Sky. Ci sono tutte le notizie relative alle serie televisive, in grado di attrarre telespettatori di ogni estrazione sociale e culturale.

Anche l’intrattenimento occupa uno spazio molto ampio, con un’elevato interesse focalizzato sui reality e sui talent show sia artistici che culinari. In generale, per tutti gli utenti che adorano i programmi televisivi di Sky c’è soltanto l’imbarazzo della scelta.

Sky Video: qualità e competenza a disposizione di tutti

Chi ha scelto di mettere a disposizione dei propri utenti una funzionalità interessante di Sky Video ha puntato sull’opportunità di aggregare una lunga serie di ambiti all’interno di un solo sito Web. Lo spettatore viene proiettato in una realtà fatta di informazione ed intrattenimento senza confini, fruibili in qualsiasi momento della giornata e senza alcun tipo di limitazione.

Dalle notizie vere e proprie agli approfondimenti, dai commenti alle interviste, passando per le anteprime, le trasmissioni in onda, i reportage e i documentari, le chance sono pressoché infinite. Lo spettacolo è appena cominciato e non bisogna fare altro che mettersi comodi e scegliere il filmato giusto.

La scienza svela che dormire nudi fa bene alla salute

La scienza è da sempre impegnata, tra le altre cose, a cercare di capire se i luoghi comuni sono effettivamente tali oppure se contengono un fondo di verità. Ed una delle ultime ricerche portate a termine dal mondo della scienza hanno appurato che l’idea che dormire nudi sia controproducente è, appunto un luogo comune. Una ricerca scientifica ha infatti messo nero su bianco che riposare senza nulla addosso non produce disturbi di vario genere e nemmeno rende più difficoltoso il sonno, ma anzi risulti salutare per il proprio corpo.

Che vantaggi comporta dormire nudi?

Stando a quanto scoperto da alcuni uomini di scienza inglesi, dormire completamente senza vestiti porta benefici dal punto di vista del peso-forma, pur se indirettamente. Dormire nudi infatti comporterebbe una minore produzione del cortisolo, che per chi non lo sapesse è un ormone che va ad incidere sul senso di appetito che si prova nel corso della giornata. Altro effetto salutare che la scienza ha scoperto riguarda soltanto gli individui di sesso maschile.

Dormire senza vestiti comporta dei vantaggi relativamente alla fertilità. Il motivo è presto detto: stando agli studi condotti vi sarebbe un aumento per quanto riguarda la produzione di testosterone, evento che invece verrebbe meno in presenza di alte temperature e quindi di, conseguenza, dormendo vestiti e sotto le coperte.

Ma dormire nudi è usanza diffusa?

Stando ai risultati dello studio, che gli uomini di scienza inglesi hanno condotto su un campione di individui che abitano su tutto il territorio inglese, circa il 25% delle persone che vivono in Inghilterra hanno l’abitudine di dormire senza vestiti e di questi una ristretta percentuale fa parte di quel 40% di britannici che riscontrano problemi nel dormire durante la notte.

Stando alla ricerca, attraverso cui gli uomini di scienza hanno anche cercato di capire il rapporto dei cittadini britannici con una attività importante come quella del riposo notturno, è emerso che solo il 25% dei britannici riesce a dormire almeno sei ore per notte e che sono molte le persone che al risveglio devono fare i conti con problemi quali dolori articolari e mal di testa.

Se si pensa che stando ad altri studi effettuati dalla scienza il dormire meno di cinque ore a notte comporta un deciso innalzamento del rischio di un cancro alla prostata per gli individui di sesso maschile, si capisce l’importanza di un sonno ristoratore che, come detto, potrebbe anche dipendere dal dormire senza vestiti.

Ma perchè dormire nudi fa bene alla salute?

Gli uomini di scienza che hanno condotto questo interessante studio, che potrebbe effettivamente aprire nuove prospettive in merito alla tutela della salute nella quotidianità, hanno spiegato il motivo per cui dormire nudi giova al proprio benessere, mettendo in luce come questo comporterebbe un abbassamento della temperatura nel luogo in cui si riposa, il che avrebbe conseguenze positive per la salute.

Insomma, la scienza sembra aver abbattuto un altro luogo comune, anche se probabilmente per molti risulterà ancora difficile abituarsi all’idea che dormire senza vestiti sia qualcosa di assolutamente normale e salutare.

Articolo suggerito da: http://tg24.sky.it/scienze/home.html

Data loss prevention: tecnologie per la DLP

Il termine sicurezza si compone dei termini latini “sine” e “cura” e letteralmente significa senza preoccupazione. Si tratta di un concetto che riguarda tutti e difficilmente potrebbe essere tradotto in un modo assoluto nella vita reale, tuttalpiù che oggigiorno la sicurezza è divenuta una necessità in numerosi campi. É questo il motivo per cui sono stati creati e pensati scientificamente vari e sempre più sicuri sistemi per pervenire ad un livello accettabile di sicurezza. La vita privata così come quella professionale impongono, in una società come la nostra, la necessità di potersi interfacciare con il mondo reale e virtuale sentendosi protetti, al sicuro. In concreto nel mondo odierno ogni ambito dell’esistenza privata e non, è in rapporto diretto con questioni relative alla sicurezza.

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Frigoriferi Bosch o Samsung? Un confronto

Simbolo delle cucine di tutto il mondo: il frigorifero da sempre è un elettrodomestico indispensabile. Conserva i nostri cibi, accoglie le nostre pene quando nel cuore della notte apriamo la sua porta in cerca di conforto, sa tutto di noi, delle nostre abitudini alimentari e rappresenta un’invenzione unica nel suo genere. Nel corso degli anni ha subito parecchie evoluzioni, diventando un elettrodomestico sempre più ricco di tecnologia, innovazione e linee di design. Un mix di tecnica, conoscenza e stile.

Nel caso specifico ci concentriamo su due colossi mondiali ponendoci una semplice domanda di partenza: frigorifero Bosch o frigorifero Samsung?

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Gli squali del Mar Mediterraneo a rischio estinzione

I problemi che flagellano l’ambiente e che sono o dovrebbero essere nelle agende di tutti i governi, a partire da quelli dei paesi industrializzati sono molteplici. Di alcuni, come per esempio i cambiamenti climatici, l’inquinamento nelle città, si sente parlare ormai praticamente tutti i giorni su qualsiasi mezzo di informazione e se ne discute non solo in vari summit internazionali, ma anche all’interno dei singoli Paesi. Tuttavia, tra i problemi legati all’ambiente ve ne è uno di cui non si parla mai abbastanza, ovvero quello riguardante il rischio estinzione a cui sono esposte moltissime specie animali.

E a riprova della gravità del problema vi sono i risultati di alcune ricerche, a cadenza annuale, effettuate dalla Iucn, acronimo con il quale si sta ad indicare l’Unione Internazionale per la conservazione della natura. Oltre ad una ricerca di carattere generale con la quale si è stilata una sorta di classifica delle specie animali maggiormente a rischio estinzione, ve ne sono state altre effettuate a livello regionale: una in particolare ha riguardato il Mar Mediterraneo e i risultati sono tutto tranne che positivi.

Mar Mediterraneo: uno scenario decisamente preoccupante

Secondo la ricerca che ha preso in esame la zona del Mar Mediterraneo e che è stata effettuata a dieci anni di distanza dall’ultima, di 73 specie di abitanti dell’ecosistema marino preso in esame, la metà delle tipologie di razze e circa il 56% di quelle di squali sono a serio rischio di estinzione sul medio e lungo periodo.

E a riprova di come la situazione sia preoccupante e il trend decisamente negativo, vi è il dato secondo cui negli ultimi 50 anni, un tempo brevissimo per quanto riguarda le questioni relative all’ambiente, sarebbero ben 13 le specie scomparse nella zona del Mar Mediterraneo. squali

La zona maggiormente interessata da questo fenomeno è quello del Mediterraneo nord-occidentale e quella dell’Africa, sempre nord-occidentale. Tra le cause di questa gravissima situazione, che preoccupa non poco chi cerca di tutelare l’ambiente, vi sono la pesca intensiva e altre attività messe in atto dall’essere umano.

Il Mediterraneo a confronto con altre zone marine

Quello che fa probabilmente capire ancora di più la grave situazione nel Mar Mediterraneo è un rapido confronto con la situazione della fauna marina nelle altre zone del mondo. Prendendo come termine di paragone le specie cartilaginee, in cui rientrano animali marini come gli squali, si può appurare come se nel resto del mondo poco meno del 20% debba fare i conti con un pericolo di estinzione, tale percentuale nella zona del Mar Mediterraneo salga ben oltre il 50%.

Ora, la domanda che tutti coloro che hanno a cuore l’ambiente si fanno è ovviamente come riuscire ad uscire da una situazione decisamente pericolosa. Gli esperti che hanno stilato il rapporto di cui si è dato sinteticamente conto hanno affermato senza mezzi termini che ciò che è assolutamente necessario è un’azione politica non solo a livello internazionale, ma anche a quello dei singoli esecutivi dei Paesi interessati.

Secondo gli esperti, i governi dovrebbero intraprendere la strada della regolamentazione dell’attività di pesca, ad esempio attraverso l’imposizione di quote per l’attività in questione e prevedendo l’istituzione di zone dove la pesca è bandita, una sorta di serie di oasi protette.

La strada è senza dubbio difficilmente percorribile, ma preservare l’ecosistema marino è qualcosa che non solo tutela l’ambiente, ma anche l’uomo.

Fonte: http://www.trolleyvaligie.it 

Secondo la scienza più mangi frutta e verdura, più sei felice

La ricerca della felicità è uno degli obiettivi della vita di ogni essere umano ed è probabilmente, a pensarci bene, il più difficile in assoluto da raggiungere, secondo alcuni addirittura impossibile, se non per tratti e periodi momentanei della propria esistenza, dove prima o poi bisogna ritrovarsi comunque, volenti o nolenti, a fare i conti con qualcosa di doloroso.

Al di là di queste considerazioni, il mondo della scienza è da sempre impegnato in ricerche per capire quali sono i fattori che vanno ad incidere sulla psiche e sull’organismo, per capire quali possano essere quelli che potrebbero aiutare a provare una sensazione di benessere e felicità.

Una delle ultime ricerche in materia è arrivata ad una conclusione che lega la felicità a ciò che si mangia: secondo la scienza infatti, più frutta si mangia, più aumenta il proprio benessere, intenso come sensazione di felicità.

Mangiare frutta aiuta ad essere felici

Uno studio condotto da una equipe di ricercatori australiani ha messo in luce come mangiare più frutta rende felici. I risultati di questo interessante studio sono stati resi pubblici su una delle riviste di maggior spessore di quelle dedicate al mondo della scienza, ovvero l’American Journal of Public Health.

In sintesi, stando a quanto dice questa ricerca, i mutamenti del proprio umore sarebbero connessi, tra le altre cose, con il livello di consumo degli alimenti rientranti nella categoria di frutta e verdure. Il numero perfetto di porzioni sarebbero ben otto nell’arco di ventiquattro ore, decisamente in più di quelle che solitamente i dottori consigliano per essere sicuri di mantenere un adeguato benessere psicofisico.

scienza Come si è sviluppata la ricerca

La ricerca si è sviluppata in due periodi distinti, tra il 2007 e il 2009. Sono state coinvolte un gran numero di persone, circa 12000. Al centro della ricerca vi è stata ovviamente la loro quotidianità legata al cibo e nello specifico al consumo di frutta e verdura. In ognuno dei due periodi dello studio, ogni persona coinvolta ha dovuto valutare il proprio stato d’animo e nello specifico la propria felicità, servendosi di una scala di valori che andava da 1 a 10.

Quello che hanno fatto i ricercatori è stato poi calcolare il rapporto tra cambiamenti dell’umore e consumo di frutta e verdura. I risultati, frutto di calcoli matematici, ha evidenziato una costanza tra cambiamento delle abitudini alimentari concretizzatosi in consumo di frutta e verdura e sensazione di felicità: da qui l’idea della scienza, attraverso questa ricerca, che felicità e cibo siano ancora più connessi di quel che si pensava fino ad ora.

Una felicità paragonabile a quando si trova lavoro

La ricerca ha inoltre paragonato questa felicità provocata dal consumo di questo tipo di alimenti al momento in cui, dopo una lunga e affannosa ricerca, si trova finalmente un’occupazione. Ma al di là dei paragoni, va detto che non è la prima volta che la scienza si occupa del legame tra frutta e verdura e felicità.

Infatti la scienza, attraverso un altro studio, condotto da dei ricercatori irlandesi, ha messo in relazione le sostanze nutritive contenute in questi alimenti, specialmente la vitamina B, con la serotonina, sostanza che è ormai acclarato da tempo, grazie ad altri studi della scienza, essere il vero e proprio “motore” che spinge l’essere umano ad essere felice e che è ubicata nel cervello di ogni persona.

X Factor, dieci anni di onorata carriera

Anche questo autunno ha portato con sé una nuova edizione di X Factor. Uno dei talent show più amati e seguiti sin dal suo esordio in casa Rai, è arrivato alla sua decima edizione per la gioia dei suoi fan ma, soprattutto, per tutti coloro che in questi anni si sono alternati sul palco con la speranza di avere una chance.

Era il lontano 10 marzo 2008 quando Raidue mandò in onda la prima edizione del talent show nato in Inghilterra. All’epoca la conduzione fu affidata a Francesco Facchinetti, che poi ne fu al timone fino al suo trasloco a Sky, e i giudici erano tre. La prima edizione ha visto dietro al bancone Morgan, Simona Ventura e Mara Maionchi. Due anni dopo, per la terza edizione, Simona Ventura lasciò il suo posto a Claudia Mori e per la quarta, e ultima, edizione Rai i giudici diventeranno quattro: Anna Tatangelo, Mara Maionchi, Enrico Ruggeri ed Elio che alla sua prima partecipazione riuscì a portare a casa la vittoria per la sua squadra.

Dall’autunno 2011 il talent è passato in mano a Sky visto che la Rai si era tirata indietro per via dei grossi costi di produzione e dei bassi introiti. All’epoca, X Factor non riscuoteva il successo che sta ottenendo adesso e tutto per merito di Sky che ha lavorato tanto per migliorare l’edizione italiana cominciando dal mettere al suo timone il giovane Alessandro Cattelan, vero pezzo da novanta e colonna portante del programma.

X Factor, l’edizione numero dieci

Il talent show più famoso al mondo, X Factor, è giunto alla sua decima edizione anche in Italia. Migliaia di giovani hanno calcato il palco dello show in questi anni in tutta Italia, e adesso? La decima edizione di X Factor sta entrando nel vivo e dopo tre puntate dedicate alle audizioni, presto i prescelti dovranno affrontare i Bootcamp e poi gli Home Visit. nuova edizione in arrivo

I quattro giudici: Manuel Agnelli, Fedez, Arisa e Alvaro Soler dovranno affrontare la prova delle Sei sedie scegliendo solo sei nomi per ogni categoria che poi si sfiderà agli Home Visit e, infine, ai live che andranno in onda tra Novembre e Dicembre quando lo show si chiuderà con la grande finale in programma giorno 15. Chi sarà il vincitore di questa edizione del talent show?

X Factor, Manuel Agnelli rivelazione della decima edizione

La decima edizione di X Factor è iniziata tra le polemiche. L’addio di Mika è qualcosa che i fan non hanno mandato giù subito e fino alla messa in onda della prima puntata, le polemiche non si sono mai placate. La sorpresa è arrivata proprio con la prima puntata e con la rivelazione Manuel Agnelli.

Quello che era stato messo subito da parte e preso di mira dai fan, alla fine si è rivelato il giudice più severo, più preparato e più social. Il frontman degli Afterhours non le manda di certo a dire. Affronta gli aspiranti talenti ma anche i suoi stessi compagni di viaggio specie quando i giudizi sui ragazzi che si presentano sul palco non sono unanimi.

Manuel Agnelli è riuscito ad oscurare anche i veterani Fedez e Arisa che fino a questo momento hanno fatto davvero poco se non bisticciare tra loro mandando in tilt i siti di gossip e i social. Dopo anni di predominio di Morgan e di Elio, sarà Manuel Agnelli a vincere la decima edizione di X Factor?

Guida alle scuole di formazione per sviluppare capacità manageriali

scuola di formazione managerialeUna scuola di formazione per i manager del domani: scelta del percorso migliore

Negli ultimi anni, si è sentito parlare sempre più spesso di formazione manageriale e dei diversi percorsi a disposizione dei giovanissimi che intendono accedere alla carriera di imprenditori o di manager. In realtà, la questione è più difficile di quanto possa sembrare. Se è vero che un master universitario può rivelarsi ideale per quanti abbiano voglia di apprendere qualcosa di nuovo sulle possibilità offerte dalla carriera manageriale, è anche vero che non tutte le università o gli enti di formazione sono in grado di proporre dei corsi validi, che garantiscano ai loro studenti la possibilità di sviluppare le capacità essenziali per diventare dei professionisti di successo. Che fare? Occorre, per prima cosa, capire quali siano le caratteristiche richieste dal mercato ai manager del domani, per poi comprendere quali percorsi intraprendere e quali doti ottimizzare.

 

Master in Italia: quali tendenze si stanno sviluppando

Non tutti sanno che ai manager viene richiesta sempre più spesso la capacità di “far accadere le cose”. Non appena un talento che permetta loro di sfruttare al meglio ogni occasione, quindi, ma un istinto che li spinga a muovere ogni pedina nel migliore dei modi, così da portare a termine nella propria scacchiera solo mosse vincenti. Una metafora che ci permette di comprendere quanto sia importante unire a delle capacità innate una certa preparazione professionale, che abbia luogo prima dell’effettivo ingresso nel mondo del lavoro.
Ecco spiegato perché i master universitari, in generale, e la scuola di formazione manageriale, in particolare, diventano una tappa tanto ambita dai professionisti che sognano una carriera brillante. I corsi di formazione mirano infatti a stimolare le capacità degli allievi, organizzando gruppi di studio e incontri con professionisti già avviati nel settore e in grado di mostrare la loro esperienza a coloro che si stanno affacciando solo adesso alla realtà manageriale.

Attenzione: non bisogna pensare che la formazione manageriale sia rivolta soltanto a neo laureati e studenti di economia. Secondo alcune statistiche, infatti, a prendere parte a questi corsi sono perlopiù professionisti già operativi nel settore, desiderosi di imparare qualcosa di nuovo sulla loro professione e di scoprire nuove strategie che permettano loro di migliorare le loro prestazioni professionali. Per loro, sono disponibili corsi annuali organizzati in maniera tale da unire delle ore di confronto in classe a delle ricerche in gruppo, oltre a delle esperienze nel settore in aziende note e a fianco di esperti desiderosi di offrire un nuovo approccio alla professione.

Una valida possibilità di carriera: i Master di Bologna Business School

I master universitari BBS nascono per offrire ai manager di ogni età e provenienza la possibilità di approfondire le loro conoscenze e focalizzare meglio i loro obiettivi lavorativi e non. I corsi, disponibili sia full time che part time, sono pensati per rispondere alle richieste dei diversi studenti che si affideranno alla Business School di Bologna per la loro formazione.

Se, infatti, neolaureati e studenti non lavoratori potranno dedicarsi a dei master a tempo pieno, con lezioni che si svolgeranno durante tutta la settimana, come un corso universitario, i professionisti saranno felici di prendere parte a corsi serali o a lezioni organizzate durante il weekend, così da riuscire a conciliare le proprie esigenze professionali alla voglia di ricerca personale.

La scuola di formazione BBS rappresenta una buona opzione per i lavoratori e i futuri manager che vogliano apprendere le strategie di mercato e le diverse tecniche manageriali in maniera innovativa e interattiva, gestendo i propri corsi in maniera autonoma e ottenendo solo il meglio da una formazione accurata. Un investimento a cui pensare per accedere al mondo del lavoro con una chance in più.

Guida alla sicurezza dei dati aziendali

La sicurezza dei dati e il data loss prevention

La protezione del proprio lavoro, dei dati, dei file e delle cartelle, è fondamentale per non rischiare di perdere tutto per distrazione o per attacchi informatici da parte di virus, hacker o spie industriali. Per questo motivo, oggi uno dei problemi principali di quanti lavorano regolarmente al computer è quello di salvaguardare i propri file, utilizzando tutti i prodotti più aggiornati disponibili sul mercato, dagli antivirus ai programmi di data loss prevention.

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